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Convegno Provincia di Terni: "Analisi e prospettive per la rifunzionalizzazione e riqualificazione di aree produttive dismesse" - L'esperienza e le proposte del Consorzio Crescendo
CONVEGNO PROVINCIA DI TERNI DEL 14.12.2006
"Analisi e prospettive per la rifunzionalizzazione e riqualificazione di aree produttive dismesse"
- L'ESPERIENZA E LE PROPOSTE DEL CONSORZIO CRESCENDO SUL TERRITORIO DELL'ORVIETANO E DELL'AMERINO -
Il tema del recupero, rifunzionalizzazione e riqualificazione delle aree produttive dismesse presenta aspetti e problematiche profondamente diverse tra aree territoriali storicamente ad alta concentrazione industriale, quale è il ternano ed il narnese, ed aree con sistemi produttivi molto più eterogenei quale l’orvietano e l’amerino che non sono mai state interessate da uno sviluppo industriale in senso stretto.
Tale differenziazione è ancora più netta rispetto ai caratteri storici prevalenti dei settori produttivi: industria manifutteriera meccanica e chimica da una parte e agroalimentare-tessile dall’altra. La grande industria multinazionale fortemente dominante nel panorama ternano e narnese ed una realtà nel resto della provincia caratterizzata da medie, piccole e piccolissime aziende. Aziende per lo più artigianali ed a conduzione familiare, fortemente integrate con i settori prevalenti dell’economia locale quali il turismo e l’agricoltura, ma anche, nei decenni trascorsi, una discreta presenza di aziende nel tessile-abbigliamento che hanno costituito un importante serbatoio di occupazione femminile.
Le grandi trasformazioni economico-sociali di questi anni hanno comunque prodotto situazioni di crisi profonde e generalizzate di aziende ed interi settori produttivi che, pur nella diversità delle dimensioni e dei numeri, hanno interessato l’intero territorio provinciale con vicende, anche travagliate che, in più occasioni, ci hanno posto e ci pongono di fronte al tema del recupero e della rifunzionalizzazione di siti ed aree dismesse.
Vicende che per l’orvietano e l’amerino, le aree territoriali di azione del Consorzio CrescEndo, portano il nome di Deltafina, Molino di Amelia e Federici per l’agroalimentare, Lanerossi-Mabro per il tessile abbigliamento e Latertini nel laterizio industriale, volendo richiamare solo quelle di maggiore rilievo.
Crisi di forte impatto economico e sociale sui territori, mitigate solo dal forte impulso avuto in questi anni nel terziario e nell’artigianato con la nascita e la crescita, spesso confusa, di insediamenti produttivi un po’ ovunque.
Queste brevissime e sintetiche considerazioni di analisi costituisco lo sfondo su cui già da tempo ci si sta muovendo sia sul fronte del recupero e della rifunzionalizzazione, sia su quello della qualificazione e della infrastrutturazione delle aree produttive presenti sul territorio.
Un lavoro che ha già visto interventi significativi grazie anche all’intervento di soggetti privati, come nel caso del Gruppo Novelli ad Amelia, con il recupero e la riconversione della ex struttura del Molino Cooperativo in uno dei più moderni e qualificati panifici d’Europa con l’impiego di circa un centinaio di dipendenti.
Altro intervento importante è stato quello del nostro Consorzio, sul vecchio opificio dismesso dalla Mabro, nella zona industriale di Fontanelle di Bardano ad Orvieto.
Si tratta di un sito realizzato negli anni settanta dalla Lebole, allora a partecipazione statale, che in origine aveva raggiunto circa 300 addetti ma, con i suoi 6000 mq coperti, era stato progettato per ospitarne almeno il doppio.
Tale sito non ebbe mai lo sviluppo produttivo-occupazionale ipotizzato passando al contrario, nei decenni successivi, di crisi in crisi e di mano in mano (dalla Lebole alla Lanerossi, poi alla Mabro ed infine alla MCO) sino alla dismissione intorno alla metà degli anni ’90.
Nella seconda metà degli anni ’90 parte di questo immobile veniva acquistato dal Comune di Orvieto che elaborava un progetto di recupero i cui lavori, avviati dallo stesso Comune, furono successivamente portati a termine (dicembre 2004) dal Consorzio Crescendo, costituitosi nel 2000, e che aveva acquisito l’intera struttura.
L’importo complessivo dell’intervento è stato di 2.987.864 €, di cui 2.281.481 € finanziati con i fondi DOCUP Ob. 2000/2006 e circa 700.000 a carico della nostra struttura.
L’intervento di restauro, non a caso definito di archeologia industriale, tendeva a conservare l’immagine e l’impianto architettonico del manufatto, volendo, con esso, conservare il significato e la memoria del ruolo che il sito aveva rappresentato nella vita sociale della comunità orvietana. Un intervento comunque mirato a farne una struttura duttile e tecnologicamente dotata, in grado cioè di poter intercettare nuove opportunità e nuove funzioni che si stavano presentando sul versante dello sviluppo di attività della così detta new economy.
Obiettivo sicuramente centrato sul versante del recupero edilizio meno, invece, su quello dell’insediamento di aziende operanti nel settore dell’ICT essendo venute meno, almeno nei tempi dovuti, altre condizioni legate all’attuazione di altri progetti a supporto del decollo della struttura, quali la realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia (a tutt’oggi ancora in attesa degli incentivi di cui al DM del 28/07/05) e la realizzazione di un sistema di interconnessione a banda larga sull’area industriale di riferimento che, solo in questi giorni, ha preso concreto avvio.
Oggi, nonostante i succitati limiti e ritardi, tutti gli spazi di questo immobile sono stati assegnati a 5 aziende, una già attiva da circa 1 anno e le altre quattro in fase di avvio dell’attività, con progetti che prevedono un’occupazione complessiva di 80 persone nell’immediato e intorno alle 150 a medio periodo.
Si tratta di 3 aziende che operano nel multimediale e 2 in settori tradizionali del legno e dell’abbigliamento ma a forte contenuto innovativo, tecnologico e qualitativo.
Due diverse vicende, quella di Novelli ad Amelia e la nostra del CrescEndo ad Orvieto, che connotano le potenzialità ed opportunità costituite da siti ed aree dismesse su cui ricostruire progetti innovativi a sostegno dello sviluppo locale.
Esperienze che sono anche di incoraggiamento per affrontare tante altre situazioni aperte sul territorio che costituiranno terreno prioritario di impegno e di nuova progettazione della nostra struttura e su cui vanno concentrati e coordinati interventi ed azioni delle istituzioni e del mondo imprenditoriale:
- il sito Ex-Federici di Amelia (oltre 20.000 mq coperti), interessato da una procedura fallimentare e chiuso da oltre due anni, vede ancora l’interesse di diversi imprenditori del settore della pasta e dei prodotti da forno. Il pastificio Federici, con circa cento dipendenti diretti ed un discreto indotto, ha fortemente caratterizzato e condizionato, per oltre un centinaio di anni le vicende economico-sociali dell’amerino e la sua chiusura, dopo una lunga crisi ed a pochi anni dal fallimento del Molino Cooperativo, ha posto e sta tuttora ponendo seri problemi ai bilanci di decine di famiglie ed all’intera economia del territorio. Ecco le ragioni per cui necessita un impegno collettivo delle istituzioni e delle forze economiche locali perché, pur dentro le lungaggini burocratiche della procedura fallimentare, non sia perso di vista l’obiettivo finale di rimettere in produzione lo stabilimento ed impedire operazioni di mero carattere speculativo immobiliare;
- il sito Ex-Latertini di Allerona, un’area di circa 10 ettari di proprietà privata, con dei capannoni industriali, dove si producevano laterizi, in forte degrado dopo oltre 15 anni di abbandono. Un sito che per decenni ha visto livelli occupazionali anche intorno alle cento unità. Un’area con grandi potenzialità data l’adiacenza ed il possibile collegamento con la ferrovia e la possibilità di recuperare e realizzare capannoni industriali per circa 18.000 mq.
- il sito Ex-Mattatoio Comunale di Orvieto (un’area di circa 8000 mq) di proprietà del Comune, particolarmente vocato, data la collocazione alla base della Rupe, per l’insediamento di piccole attività di artigianato artistico e tipico legato al turismo;
- i vecchi essiccatoi del tabacco, sparsi un po’ in tutto in territorio, che possono costituire i luoghi più adatti per lo sviluppo di attività di artigianato agroalimentare (formaggi, salumi, frutti di bosco, legumi, miele, ecc.) collegati alla rete degli agriturismi.
Un altro capitolo di interesse ed impegno è quello della riqualificazione, coordinamento e potenziamento delle aree produttive presenti sul territorio attraverso:
a) recupero e rifunzionalizzazione di lotti interclusi e piccoli capannoni industriali non utilizzati e spesso costruiti solo in parte, anche con la possibilità di poter ricorrere allo strumento dell’esproprio;
b) collegamento viario e messa a sistema di aree vicine ricadenti in Comuni diversi e spesso anche nello stesso Comune;
c) collegamenti tra aree produttive e viabilità principale stradale e ferroviaria;
d) dotazione delle aree di adeguati servizi alle imprese a partire, per larga parte di questo territorio, dalla disponibilità di interconnessione ADSL e servizi telematici, e disponibilità di energia a basso costo con la realizzazione di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili.
Sono questi solo alcuni obiettivi prioritari su cui intende muoversi questo Consorzio nella nuova fase di progettualità a servizio dello sviluppo locale, che si sta mettendo in campo anche a seguito dell’allargamento dell’ambito territoriale di competenza a tutti i Comuni dell’Orvietano e dell’Amerino, volendo fare della riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’esistente l’asse portante e strategico della nostra azione.
Ci sono comunque alcune questioni che andrebbero affrontate a monte, o comunque parallelamente alla progettazione di nuovi interventi, che sono poi i problemi incontrati nell’attività del nostro Consorzio. Problemi da affrontare in sede di riforma endoregionale sulle agenzie e sugli ambiti territoriali ed in sede di predisposizione dei nuovi bandi regionali Docup Ob. 2 2007/2013, come le condizioni di accesso al credito per il finanziamento dei progetti e la necessità di finanziamenti pubblici oltre il 50%. Metterci cioè nella condizione oltre che di realizzare gli interventi di poter competere con territori limitrofi come il Lazio che finanzia sino al 100% ed avere aree e siti produttivi accessibili e fortemente incentivanti per l’insediamento di nuove imprese e lo sviluppo di quelle esistenti.
Fausto Galanello
Presidente Consorzio CrescEndo
Amerino-Orvietano