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Assemblea partecipativa sullo sviluppo del territorio Orvietano - Amerino: relazione

APPUNTI PER UN PROGRAMMA DI SVILUPPO DEL TERRITORIO
ORVIETANO-AMERINO ED IL RUOLO DEL CONSORZIO “CRESCENDO”


ASSEMBLEA PARTECIPATIVA SINDACI
2 marzo 2007 – Montecchio – ore 10 - Sala Consiliare

 - Relazione del Presidente del Consorzio Crescendo, Fausto Galanello -

L’assemblea partecipativa di oggi ha l’obiettivo di dare un avvio sostanziale alla nuova fase di attività del Crescendo che si sta aprendo con l’allargamento della base sociale a 20 Comuni. Percorso ormai prossimo alla conclusione data l’avvenuta approvazione del nuovo statuto da parte di tutti gli enti interessati. Siamo in attesa dell’approvazione da parte della Provincia per poi procedere alla convocazione formale della nuova assemblea. Occorre comunque avviare un percorso di programmazione e progettazione sul territorio anche per stare dentro i tempi necessari ad intercettare le opportunità date dalla programmazione regionale, nazionale ed europea in tema di incentivazioni e sostegno allo sviluppo locale: P.O.R. 2007-2013, Piano Sviluppo Rurale, Piano Telematico Regionale, Piano Energetico, ecc., tanto per richiamarne alcuni.

Il Crescendo ha già rimesso una prima scheda ai Comuni per una ricognizione sulle progettazioni in essere o programmate e, comunque, sugli interventi ritenuti necessari nei rispettivi territori, per una ricognizione di carattere generale. Ma il punto di approdo dell’azione e del ruolo del nuovo Crescendo non sarà e non dovrà essere quello di assemblare in un mosaico i tanti problemi ed interessi che albergano in ogni ambito dei 20 Comuni interessati, avremmo fallito in partenza, indipendentemente dal contributo che potremmo comunque dare nel portare a soluzione determinate problematiche o con la realizzazione di alcuni progetti su aree produttive e servizi alle imprese, come abbiamo già dimostrato di saper fare, in questi sei anni di vita, con gli interventi realizzati o in via di realizzazione tra Baschi e Orvieto, Fabro e Castel Viscardo, Montecchio e San Venanzo o sulla banda larga.

Dobbiamo puntare più in alto: ad un progetto di area vasta sullo sviluppo locale dentro il quadro di riferimento politico-istituzionale più generale, della seconda fase del Patto per l’Innovazione e lo Sviluppo della nostra Regione e della riforma endoregionale.

In questo quadro di riferimento che, per Terni, punta ad un unico ambito provinciale entro cui ricondurre politiche territoriali, gestione dei servizi e funzioni pubbliche associate e quindi anche per quanto attiene la promozione dello sviluppo locale, vanno ricollocate e coordinate politiche, strategie, programmi ed iniziative delle diverse realtà territoriali, in una nuova ottica di forte unità su base provinciale, entro la quale ricondurre anche le politiche e le iniziative di sinergia ed integrazione con altre aree extraprovinciali ed extraregionali.
I Consorzi delle aree produttive (Terni-Narni-Spoleto ed il Crescendo) debbono essere ancor meglio strumenti operativi degli EE.LL. a sostegno dello sviluppo economico-occupazionale locale in stretto legame ed integrazione con Sviluppumbria.
Dentro questo contesto si pone la necessità di ridefinire un programma di sviluppo incentrato sulle criticità, potenzialità e specificità proprie di questi territori, da giocare nella nuova fase di programmazione regionale e locale e su cui calibrare anche la progettazione e l’azione del Crescendo.

Le criticità dell’Amerino e dell’Orvietano coincidono largamente tra loro e con quelle di gran parte degli altri piccoli Comuni della Provincia:
- la frammentazione del sistema imprenditoriale e dell’occupazione;
- il peso alto della popolazione anziana;
- un forte terziario;
- la quasi scomparsa delle attività industriali-manifatturiere.

Ma accanto alle difficoltà non mancano le potenzialità legate alla “risorsa territorio” :
dalla filiera turismo, ambiente e cultura, quindi il patrimonio storico e artistico: centri storici di Orvieto ed Amelia ma anche tutti gli altri comuni dei comprensori e aree circostanti con borghi minori e castelli di particolare pregio diffusi su tutto il territorio. Così come di pregio sono i parchi montani, il parco del Tevere con il lago di Corbara e l’oasi di Alviano, e tutto l’ambiente agro-forestale.
Altra opportunità è data dal settore agroindustriale che, nonostante le crisi attraversate, continua a rappresentare un pezzo importante del sistema produttivo di questo territorio, con realtà importanti e diffuse un po’ ovunque nei settori del vino e dell’olio, della panificazione, degli insaccati e della carne, della molitoria, della mangimistica e dell’avicolo, del latte e derivati, ecc. Un settore quindi ancora strategico, per l’Amerino e l’Orvietano, da incrementare e rafforzare puntando anche allo sviluppo di poli produttivi nell’agroalimentare ed a cui dedicare parte importante dell’area industriale di Orvieto in ampliamento ed il recupero produttivo del sito e del marchio Federici, dove non deve abbassarsi l’attenzione e la pressione delle Istituzioni e del Sindacato per l’accelerazione della procedura fallimentare e per impedire operazioni di carattere immobiliare-speculativo.

Accanto all’industria alimentare vi è il vasto mondo della piccola impresa artigianale e commerciale che costituisce un importante patrimonio su cui puntare ed investire per un nuovo sviluppo e qualificazione del nostro sistema produttivo.
Agroindustria, artigianato nelle produzioni tipiche ed artistiche, manifatturiero di qualità, tecnologie avanzate e multimediale, produzioni agricole energetiche ed energia da fonti rinnovabili, turismo culturale ed ambientale, … costituiscono le nicchie di base su cui impostare una nuova idea di sviluppo sostenibile: la così detta soft-economy che, superando barriere ed incompatibilità storiche fa proprio della sinergia e della complementarità tra settori e tra territori il punto di forza di uno sviluppo dal basso e di qualità.

Uno sviluppo che va progettato ed incentivato, promosso e sostenuto su fronti diversi, a partire dall’ammodernamento, qualificazione ed ottimizzazione delle aree e dei siti produttivi, delle infrastrutture e dei servizi alle imprese (questa è la nostra mission), tanto per restare nelle tematiche di più diretta competenza del Crescendo, in un’ottica di area vasta ed integrata.

L’Amerino e l’Orvietano insieme, dentro il contesto provinciale, possono costruire sinergie su un’area e su settori importanti pur non rinunciando a rapporti e sinergie specifiche dell’uno verso il Ternano ed il basso Viterbese della Teverina e dell’altro verso il Trasimeno, la Valdichiana e l’alto Viterbese della Tuscia e anche verso l’area Tuderte e Marscianese.

L’Amerino e l’Orvietano sono infatti collocati lungo l’asse autostradale e ferroviario e tra due poli logistici individuati nell’interporto di Orte ed in quello di Chiusi, a meno di un’ ora da Roma e poco più da Firenze e la vicinanza al porto di Civitavecchia, che ne fanno, già nell’immediato e tanto più in prospettiva, un’area strategica per l’insediamento e lo sviluppo di attività imprenditoriali di tipo industriale e di servizio. E la stessa collocazione geografica se giocata anche in termini di adeguata promozione turistica e qualificazione dell’offerta e della ricettività, può portare a quel sostanzioso incremento della presenza e della permanenza di turisti sul territorio che è la condizione indispensabile per il decollo delle produzioni artistiche ed alimentari di qualità, oltre che dell’intera rete commerciale, interessando anche le più piccole comunità locali.

Coerentemente con la nostra mission la sfera di azione e di progettazione dello strumento” Crescendo, a supporto delle politiche di sviluppo del territorio, non potrà che riguardare in via prioritaria:
1) la messa a sistema delle aree produttive esistenti, il loro eventuale ampliamento e nuove aree secondo due direttrici fondamentali:
  a – aree strategiche e di eccellenza lungo gli assi viari dell’A1 e della E 45,
  b – piccole aree di servizio all’artigianato locale nei centri minori e meno collegati alla grande viabilità suddetta.
Per messa a sistema si intende anzitutto progettare il miglioramento dei collegamenti stradali tra le aree di eccellenza e tra queste ed i caselli autostradali e gli scali merci ferroviari facendo convergere su tali interventi progettazioni e risorse dei diversi soggetti istituzionali che possono interagire sul territorio.

2) qualificazione ed infrastrutturazione delle aree produttive esistenti dal punto di vista ambientale, opere di urbanizzazione, reti telematiche e disponibilità di energia a basso costo derivante da fonti rinnovabili;

3) recupero di siti produttivi dimessi;

4) intercettare e mettere a valore sul territorio i finanziamenti pubblici;

5) costruire con i Comuni e le altre Istituzioni interessate ed il credito locale, pacchetti localizzativi incentivanti per nuovi insediamenti produttivi e lo sviluppo delle attività esistenti, con particolare attenzione alle produzioni innovative ed alla crescita anche qualitativa dell’occupazione.

Questi appunti programmatici, su cui avviamo oggi una riflessione ed un confronto, non costituiscono altro che una base su cui sviluppare ragionamenti, programmi e progetti da costruire anche con il coinvolgimento del tessuto e delle forze economico-sociali e del credito locali.
Il Consorzio Crescendo si candida a questo nuovo ruolo, su un’area molto vasta, nella piena consapevolezza che si tratta di una sfida molto alta che potrà essere affrontata, con risultati concreti e positivi, solo con la forte convinzione e partecipazione delle diverse forze protagoniste sul territorio, a partire dalla parte pubblica che qui noi oggi rappresentiamo.

Montecchio 02/03/07

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